06-04-2010 martedì
Ci sono sogni e sogni, bambina mia.
I sogni in cui si è protagonista, ( soggetto ) e sogni in cui si è ( complemento ), comprotagonista.
Questi ultimi talvolta, anche se di rado, si avverano, ma se andiamo a guardare dentro, poca è la gratificazione; i primi, forse, non si avvereranno nel corso della vita, ma la colorano, ne danno impostazione, la riempiono di senso.
I sogni che hanno maggiore possibilità di realizzarsi, sono quelli che esistono a monte, che come ho detto, chi li fa ne è il protagonista, ne è il soggetto e tutto il resto, luoghi, persone, fatti, sono i complementi della proposizione “UTOPIA.”
La denominazione UTOPIA, viene data da chi non ne fa parte, non ne condivide le emozioni, e forse non riesce a vedere il carico di energie che il soggetto dovrebbe spendere nel percorso di realizzazione.
Questi sogni sono progetti di vita, talvolta, però, dal piano prioritario, per situazioni impreviste, per scelte personali,dal piano prioritario dico, retrocedono e semmai vanno a finire in un “cassetto”. Dipende, poi, dal soggetto della proposizione UTOPIA, lasciarli lì o cacciarli, rispolverarli e restaurarli per farli rivivere!!!
Sono questi i sogni in cui , ripeto, il protagonista, il soggetto dell’azione è colui che li sogna, è colui che li ha prodotti.
Tutto dipende, quindi, dal protagonista se darà loro spessore reale, se li trasformerà, mattone su mattone, spendendo energie ed energie, in concretezze, o quanto meno guardandosi allo specchio potrà dirsi “non ho rimpianti, ce l’ho messa tutta”!!!!!
I sogni poi, in cui i soggetti della frase UTOPIA sono altri e, chi costruisce il sogno è il complemento, lasciano il tempo che trovano.
Esistono in funzione di coincidenze, casi fortuiti. Prendono forma a valle del percorso di vita, forse chi sa, sono essi stessi che, talvolta, fanno andare nel “ cassetto dimenticatoio “ i sogni che erano a monte.
Più o meno come succede quando il Cuculo depone le uova in nidi altrui. Il pulcino spinge fuori le uova preesistenti per prenderne il posto assoluto e accentrare su se stesso le energie alimentari dei proprietari di quel nido.
Questi, prendono forma per supposizioni, subentrano per casualità, per coincidenze. Si nutrono di “se”, “ forse”, “mi sembra”.
Le energie, del “complemento” che li costruisce, sono protese a caricare di SUE, solo di SUE aspettative, fatti e/o persone!
Le azioni vere, concrete, affinché l’utopia possa avere una benché minima possibilità di realizzarsi, non sono solo di chi ha costruito il sogno , ma devono essere fatte da altri.
Sono questi sogni / utopie, pericolosi.
Il complemento che li costruisce, investe energie che vengono, semmai, stornate da altro, per costruire fantasticherie fantasiose tali che, se si sgretolano, lasciano delusione, spossatezza, tanto amaro in bocca, rendendo difficile la ripresa del quotidiano con i suoi limiti, le sue frustrazioni, le sue difficoltà. Sminuendo le gratificazioni che appartengono all’azione concreta del “complemento”che come soggetto vive il suo percorso di vita reale.
Questo ti dico amore mio: i sogni li hai, quali che siano, sono i tuoi e solo tu puoi realizzarli, affiancata sì, ma devono essere tue le azioni, le energie.
Non permettere che i tuoi sogni a monte vengano usurpati e fatti scivolare nel cassetto da quelli che, volta per volta, si presentano a valle.
Questi ultimi sono sogni fallaci, caricati di ricordi , emozioni e forse di sogni non tuoi.
Non costruire sui SE, sui FORSE.
Utilizza le opportunità che ti si presentano per raggiungere i tuoi sogni, non caricarle di altro, sono opportunità, strumenti di vita. Credi fino infondo in quello che fai e fallo con emozione e passione, ma non perdere mai di vista, il tuo obiettivo a lungo termine…il TUO SOGNO A MONTE, sarà quello che dà, e darà, il giusto sapore alla tua, solo tua, vita….
Sarai, soggetto, serenamente affiancato dai complementi, diretti o indiretti, della tua frase di esistenza!!!!!!
MAESTRA LAURA
martedì 6 aprile 2010
domenica 7 febbraio 2010
LA PAURA FA NOVANTA, ANCHE A SCUOLA!
Marika, bambina di quasi 9 anni, classe 4°.
E’ una bambina che non parlava mai se le si poneva un quesito.
Anche quando le chiedevo se aveva capito una spiegazione, mi fissava e taceva
E una straniera? No, è una bambina italiana, frequentava una scuola primaria dell’entroterra meridionale, territorio sannitico
L’insegnante di italiano, che la conosceva fin dalla prima, mi rimandava continuamente che non aveva logica, che un suo fondamentale problema era il dialetto!
Certo, la conoscenza di una lingua diversa, quale io definisco rispettosamente i dialetti, può essere una difficoltà nella comprensione di testi, di parole……. ma perché non parlava e mi fissava.!
Si stava lavorando sulla geometria, sulle figure poligonali e non.
Data una scheda di verifica vedo Marika fissare il foglio.
Le chiedo cosa non ha capito…mi fissa…prendo del materiale strutturato e le dico di prendermi una figura poligonale …la prende…le chiedo una figura non poligonale…la prende…..le chiedo di raggrupparmi le poligonali da un lato e le non poligonali dall’altro ,…lo fa correttamente….. Mi fermo a riflettere….rileggo insieme a lei il testo e la consegna.
In sintesi, i bambini dovevano colorare solo dei pulsanti di una macchina spaziale,di blu quelli poligonali, di rosso quelli non poligonali.
In prima istanza, allora, pensai che avesse difficoltà a distinguere i colori, ma poi chiesi:” Marika, sai cosa sono i pulsanti?,” mi fissa, si guarda intorno, mi rifissa, e solo dopo un mio ulteriore incoraggiamento, dopo che rimandai un rimprovero ad alcuni bambini che stavano per ridere, la testa di Marika segnala un NO.
Sottolineai, in quel contesto, che è normale non conoscere il significato di tutte le parole., che una parola può sembrare semplicemente e scontatamente comprensibile per uno e incomprensibile per un altro e non bisogna vergognarsi di non sapere, basta chiedere, o potendolo fare, utilizzare uno strumento quale il vocabolario…….Spiegato il significato del vocabolo, Marika riuscì a portare a termine il compito.
Ha, quindi, difficoltà perché non comprende il significato di parole in italiano?.
Pian piano , osservando, vivendo in quella classe, ho verificato sempre più che la difficoltà aveva origine nell’ insegnante che, attraverso la paura dell’errore, aveva favorito lo sviluppo di una gran confusione tra italiano e dialetto, tanto che la bambina, nell’utilizzare un vocabolo che si dice nello stesso modo sia in italiano che nel suo dialetto, aveva paura di dirlo perché temeva di sbagliare. Aveva una grande vergogna della sua lingua di origine, il dialetto, del suo paese che se pur italiano le aveva insegnato il dialetto. Aveva paura di chiedere spiegazioni, di ammettere le sue difficoltà, perché si sentiva derisa. Infatti, realmente gli alunni avevano l’abitudine di deridere chi non sapeva, e osservando sempre meglio e in modo più puntuale, mi accorsi che si erano sviluppati vari modi di agire alla paura dell’errore e alla vergogna di essere derisi.
Ognuno, poi, si vendicava della derisione, deridendo.
Perché?
Direttamente o indirettamente, verbalmente o con canali non verbali, la stessa docente derideva chi sbagliava.
Marika, aveva sviluppato una tale paura di sbagliare, che evitava di parlare o di chiedere spiegazioni quando non capiva.
Insegnare giocando sulla vergogna, sulla competizione è terribilmente deleterio.
Insegnare l’italiano, ad esempio, facendo vergognare di parlare la propria lingua di origine che può essere anche il dialetto, può far correre il rischio di trasmettere valori negativi come la vergogna delle proprie origini, della propria famiglia.
Far vivere il dialetto come una lingua “sbagliata” e l’italiano come la lingua “giusta”, è trasmettere in modo anche indiretto, poco rispetto per le proprie radici, si rischia di determinare la caduta anche di altri valori che la famiglia, il proprio territorio, rimanda.
Insegnare vuol dire avere rispetto di tutto il mondo dei nostri bambini e di ognuno dei nostri bambini.
Insegnare vuol dire:
agire sempre e soltanto con profonda responsabilità, riflettendo cento volte su ciò che si rimanda con le parole, con la mimica, con i gesti;
promuovere negli allievi fiducia nei miei riguardi come docente e non timore;
favorire in ogni modo, fiducia, solidarietà e stima tra il gruppo di coetanei;
rimandare rispetto verso le radici di ogni singolo bambino, partendo dal nucleo familiare.
Il rispetto, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà sono valori che vanno a braccetto ed il collante è l’onestà profonda, vera che risiede nel profondo di ognuno di noi e con la quale, troppo spesso, evitiamo di fare i conti, perché di fronte a quella onestà, siamo nudi da ogni velo di alibi.
E’ quella onestà che fa da cartina di tornasole, ci rivela se quei valori li rispettiamo veramente!
Quei valori non li si insegna, li si pratica, e il corpo insegnante lo fa?
Non sono le chiacchiere, le regole scritte, letture ripetitive, memorizzazioni di verbi, acquisizioni meccaniche di regole, memorizzazioni, verbalizzazioni “palettate”…..
Il primo fondamento dell’apprendimento scolastico è,secondo me, la fiducia verso l’insegnante.
Non che l’alunno debba dogmaticamente credere a tutto ciò che l’insegnante dice, ma è l’insegnante che deve costruire un rapporto di fiducia. L’alunno deve imparare a fidarsi dell’insegnante alla quale si può dire tutto e dalla quale non riceve giudizio, ma comprensione, affiancamento, guida alla consapevolezza, e rispetto incondizionato.
E’ una bambina che non parlava mai se le si poneva un quesito.
Anche quando le chiedevo se aveva capito una spiegazione, mi fissava e taceva
E una straniera? No, è una bambina italiana, frequentava una scuola primaria dell’entroterra meridionale, territorio sannitico
L’insegnante di italiano, che la conosceva fin dalla prima, mi rimandava continuamente che non aveva logica, che un suo fondamentale problema era il dialetto!
Certo, la conoscenza di una lingua diversa, quale io definisco rispettosamente i dialetti, può essere una difficoltà nella comprensione di testi, di parole……. ma perché non parlava e mi fissava.!
Si stava lavorando sulla geometria, sulle figure poligonali e non.
Data una scheda di verifica vedo Marika fissare il foglio.
Le chiedo cosa non ha capito…mi fissa…prendo del materiale strutturato e le dico di prendermi una figura poligonale …la prende…le chiedo una figura non poligonale…la prende…..le chiedo di raggrupparmi le poligonali da un lato e le non poligonali dall’altro ,…lo fa correttamente….. Mi fermo a riflettere….rileggo insieme a lei il testo e la consegna.
In sintesi, i bambini dovevano colorare solo dei pulsanti di una macchina spaziale,di blu quelli poligonali, di rosso quelli non poligonali.
In prima istanza, allora, pensai che avesse difficoltà a distinguere i colori, ma poi chiesi:” Marika, sai cosa sono i pulsanti?,” mi fissa, si guarda intorno, mi rifissa, e solo dopo un mio ulteriore incoraggiamento, dopo che rimandai un rimprovero ad alcuni bambini che stavano per ridere, la testa di Marika segnala un NO.
Sottolineai, in quel contesto, che è normale non conoscere il significato di tutte le parole., che una parola può sembrare semplicemente e scontatamente comprensibile per uno e incomprensibile per un altro e non bisogna vergognarsi di non sapere, basta chiedere, o potendolo fare, utilizzare uno strumento quale il vocabolario…….Spiegato il significato del vocabolo, Marika riuscì a portare a termine il compito.
Ha, quindi, difficoltà perché non comprende il significato di parole in italiano?.
Pian piano , osservando, vivendo in quella classe, ho verificato sempre più che la difficoltà aveva origine nell’ insegnante che, attraverso la paura dell’errore, aveva favorito lo sviluppo di una gran confusione tra italiano e dialetto, tanto che la bambina, nell’utilizzare un vocabolo che si dice nello stesso modo sia in italiano che nel suo dialetto, aveva paura di dirlo perché temeva di sbagliare. Aveva una grande vergogna della sua lingua di origine, il dialetto, del suo paese che se pur italiano le aveva insegnato il dialetto. Aveva paura di chiedere spiegazioni, di ammettere le sue difficoltà, perché si sentiva derisa. Infatti, realmente gli alunni avevano l’abitudine di deridere chi non sapeva, e osservando sempre meglio e in modo più puntuale, mi accorsi che si erano sviluppati vari modi di agire alla paura dell’errore e alla vergogna di essere derisi.
Ognuno, poi, si vendicava della derisione, deridendo.
Perché?
Direttamente o indirettamente, verbalmente o con canali non verbali, la stessa docente derideva chi sbagliava.
Marika, aveva sviluppato una tale paura di sbagliare, che evitava di parlare o di chiedere spiegazioni quando non capiva.
Insegnare giocando sulla vergogna, sulla competizione è terribilmente deleterio.
Insegnare l’italiano, ad esempio, facendo vergognare di parlare la propria lingua di origine che può essere anche il dialetto, può far correre il rischio di trasmettere valori negativi come la vergogna delle proprie origini, della propria famiglia.
Far vivere il dialetto come una lingua “sbagliata” e l’italiano come la lingua “giusta”, è trasmettere in modo anche indiretto, poco rispetto per le proprie radici, si rischia di determinare la caduta anche di altri valori che la famiglia, il proprio territorio, rimanda.
Insegnare vuol dire avere rispetto di tutto il mondo dei nostri bambini e di ognuno dei nostri bambini.
Insegnare vuol dire:
agire sempre e soltanto con profonda responsabilità, riflettendo cento volte su ciò che si rimanda con le parole, con la mimica, con i gesti;
promuovere negli allievi fiducia nei miei riguardi come docente e non timore;
favorire in ogni modo, fiducia, solidarietà e stima tra il gruppo di coetanei;
rimandare rispetto verso le radici di ogni singolo bambino, partendo dal nucleo familiare.
Il rispetto, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà sono valori che vanno a braccetto ed il collante è l’onestà profonda, vera che risiede nel profondo di ognuno di noi e con la quale, troppo spesso, evitiamo di fare i conti, perché di fronte a quella onestà, siamo nudi da ogni velo di alibi.
E’ quella onestà che fa da cartina di tornasole, ci rivela se quei valori li rispettiamo veramente!
Quei valori non li si insegna, li si pratica, e il corpo insegnante lo fa?
Non sono le chiacchiere, le regole scritte, letture ripetitive, memorizzazioni di verbi, acquisizioni meccaniche di regole, memorizzazioni, verbalizzazioni “palettate”…..
Il primo fondamento dell’apprendimento scolastico è,secondo me, la fiducia verso l’insegnante.
Non che l’alunno debba dogmaticamente credere a tutto ciò che l’insegnante dice, ma è l’insegnante che deve costruire un rapporto di fiducia. L’alunno deve imparare a fidarsi dell’insegnante alla quale si può dire tutto e dalla quale non riceve giudizio, ma comprensione, affiancamento, guida alla consapevolezza, e rispetto incondizionato.
venerdì 11 dicembre 2009
.... TRA SCUOLA E FAMIGLIA....(2008)
È VERO CHE I BAMBINI DI OGGI SONO CAMBIATI???????
«AH! COME SONO PEGGIORATI NEI COMPORTAMENTI!!………NIENTE RISPETTO PER GLI ADULTI!!!……….DEMOTIVATI!!!……PIGRI!!!………INDOLENTI!!!…..
AGITATI!!!…........ESAGITATI!!!!…..INSODDISFATTI!!!!…….»
AH!LA FAMIGLIA….. AH!LA SCUOLA………. AH!LA TV……..
MA, MI CHIEDO, NOI ADULTI, TUTTI INSIEME DOVE STIAMO.?!
POVERI NOI, VITTIME DI QUESTI BAMBINI CHE CI FANNO: IRRITARE, IMPAZZIRE, DISSANGUARE ECONOMICAMENTE PERCHÉ LORO VOGLIONO, VOGLIONO, VOGLIONO…….
«LA SCUOLA NON FA NIENTE!»….«LA FAMIGLIA NON COLLABORA»…MA…«È INVADENTE»……E LA TV? …«È ONNIPRESENTE»……SOLA SI ACCENDE E SI SPEGNE, IMPRIGIONANDO LA MENTE!!!!!
EHI!!...DICO A VOI, ..SI!, A VOI GRANDI!,
MA IL CAMBIAMENTO DELLE NUOVE GENERAZIONI È DETERMINATO DA FATTORI GENETICI, DA MUTAZIONI CELLULARI…?...NOI ADULTI SIAMO VITTIME DEI NOSTRI FIGLI E DEI NOSTRI ALUNNI O, FORSE, IL LORO MODO DI ESSERE È DOVUTO AL FATTO CHE NOI S I A M O ?
E LA NOSTRA FORMAZIONE DA DOVE È SCATURITA?
FORSE, DA UNA FAMIGLIA DISORIENTATA IN RAPPORTO AI CAMBIAMENTI SOCIO-ECONOMICI, RELAZIONALI, ETICI INIZIATI DAL DOPO GUERRA ……DA UNA SCUOLA IN CONTINUA METAMORFOSI DI FUNZIONI E COMPETENZE.
I SUOI RUOLI SI SONO TRASFORMATI, EVOLUTI, AMPLIATI, COSì COME LE SCOPERTE SCIENTIFICHE NEL CAMPO DIDATTICO-PEDAGOGICO, MA LA MAGGIOR PARTE DEI DOCENTI SE NE È ACCORTA???
SPECE QUELLI CHE SONO COORDINATI DA DIRIGENTI CHE SI SENTONO ANCORA FORTEMENTE E ORGOGLIOSAMENTE “PRESIDI” (IN UN ISTITUTO COMPRENSIVO) SE NE SONO ACCORTI?
GLI ANCOR “PRESIDI” DI I.C. FORSE SI SONO ADDORMENTATI SU TEORIE PSICO PEDAGOGICHE E REALTÁ SCOLASTICHE FONDATE SU DISCONTINUITÁ FORMATIVA E FORTEMENTE SELETTIVA? SU “SCUOLA MEDIA” E “SCUOLA ELEMENTARE”, E “ASILO” ASSISTENZIALE?
EHI, PROFESSIONISTI DELL’EDUCAZIONE, LA SCUOLA SI È EVOLUTA, LE TEORIE SULL’EDUCAZIONE E L’APPRENDIMENTO SI SONO ARRICCHITE DI ESPERIENZE E SPERIMENTAZIONI ANCHE IN RAPPORTO ALLE DIMENSIONI, RESPONSABILITA, AZIONI E FINALITA’ DELL’ISTITUZIONI SCOLASTICHE.
MA CHI OPERA ALL’INTERNO SE NE È ACCORTO?
LA SCUOLA MEDIA, ELEMENTARE E’ DIVENUTA ISTITUTO COMPRENSIVO, ARRICCHENDOSI DELLA SCUOLA MATERNA.
IL CAMBIAMENTO DELLA NOMENCLATURA IN “SCUOLA DELL’INFANZIA”, “SCUOLA DEL PRIMO CICLO : PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO” NON È SEMPLICEMENTE EPISTEMOLOGICO, MA, GLI “ANCORA PRESIDI” NON SI SONO ACCORTI, CHE È SOSTANZIALE.
MENTRE LA SOCIETÁ VA VERSO UNA ESIGENZA DI DETERMINAZIONE DI RUOLI, RESPONSABILITA’, AZIONI, MANSIONI E CHIAREZZA DI OBIETTIVI, CI SONO SCUOLE DOVE ESISTE UN CAOS ASSOLUTO, DOVE, APPUNTO, I DIRIGENTI SI COMPORTANO DA PRESIDI E CHIAMANO “RAGAZZI” I BAMBINI DI 6 ANNI, E CHE, TROPPO PRESI DAL PESO DELLE PROPRIE RESPONSABILITÁ, SI AMMALANO NEI MOMENTI DELICATI, DECISIONALI DELLA PROPRIA SCUOLA.
DIRETTORI AMMINISTRATIVI, CHE SI SENTONO CARICATI DI RESPONSABILITÁ DIRIGENZIALE, MA CHE, NON AVENDO L’OPPORTUNA PREPARAZIONE PSICO PEDAGOGICA E DIDATTICA, FANNO DELLA SCUOLA SOLO SPECULAZIONE ECONOMICA, POCO TRASPARENTE E MOLTO PROFICUA PER LE TASCHE DI POCHI ELETTI CHE COPRONO E SI COPRONO A VICENDA IN PICCOLE ILLEGALITÁ, COME: L’UTILIZZARE IL PROPRIO ORARIO DI LAVORO IN MANIERA FLESSIBILE O DEDICANDOSI AD ATTIVITÁ DICHIARATE AGGIUNTIVE DURANTE IL TEMPO SCUOLA, VENENDO,COSI’, MENO ALLA LORO FUNZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA. TALI DIRETTORI, PRESIDI, PROFESSORI, FUNZIONI OBIETTIVO, MAESTRI E PERCHÉ NO, COLLABORATORI E TUTTI COLORO CHE SPALLEGGIANO, GIUSTIFICANO, POVERINI, DIMENTICANO CHE L’OBIETTIVO DELLA SCUOLA È “GARANTIRE L’EDUCAZIONE E L’ISTRUZIONE DELLE GENERAZIONI IN UN OTTICA DI RISPETTO E TUTELA VERSO GLI UTENTI CHE DIVERRANNO CITTADINI DEL FUTURO!”
GLI ISTITUTI COMPRENSIVI RAGGRUPPANO IN SÉ I TRE SEGMENTI FONDANTI LO SVILUPPO DEGLI UOMINI FUTURI.
ESSI POSSONO ARRICCHIRE O, DI CONTRO, IMPOVERIRE INTERE GENERAZIONI DI PICCOLE REALTÁ TERRITORIALI.
ESSI POSSONO DIVENIRE FORTEMENTE RESPONSABILI DI DILAGANTI FORME DI DISAGI GIOVANILI DI UN TERRITORIO.
ADULTI ASCOLTATE E RIFLETTETE!!!
LE FAMIGLIE DI OGGI SONO FAMIGLIE CHE HANNO BISOGNO DI ESSERE AFFIANCATE NEL LORO COMPITO DI EDUCATORI E NON GIUDICATE DAI PROFESSIONISTI DELL’EDUCAZIONE!!!
NON C’È SCUOLA O ENTE FORMATIVO DOVE SI STUDIA PER DIVENTARE PAPÁ O MAMMA. INVECE C’È TUTTO UN MONDO SCIENTIFICO CHE RICERCA, OPERA INTORNO A DIRIGENTI, MAESTRI, PROFESSORI CHE DEVONO AVERE IL DOVERE DI PERSEGUIRE UNA FORMAZIONE PERMANENTE.
LA GESTIONE DELL’ECONOMIA DI UNA SCUOLA DOVREVBBE ESSERE CONDIVISA DALLA COMUNITÁ IN CUI OPERA E, QUINDI, CI DOVREBBE ESSERE LA PIU’ AMPIA TRASPARENZA E INFORMAZIONE.
LA COMUNITA’ INTERA DOVREBBE INTERVENITE AFFINCHÈ, FONDI DI ISTITUTO, PROGETTI FINANZIATI, VENGANO UTILIZZATI E TENGANO PRESENTI, I REALI BISOGNI DEL PAESE ED, IN PRIMIS, DEI BAMBINI DI QUEL PAESE.
L’ISTITUZIONE SCOLASTICA, INSIEME A QUELLA AMMINISTRATIVA, CON LA PARROCCHIA E LE ALTRE ASSOCIAZIONI, DOVREBBERO FAR FORZA COMUNE PER IMPARARE AD AFFIANCARE LE FAMIGLIE NELL’EDUCAZIONE DEI BAMBINI E, LORO STESSI ASSUMERSI RESPONSABILIÁ DI TUTELA E SVILUPPO PER L’INFANZIA.
LA SCUOLA DOVREBBE ATTIVARSI PER FORMARE PROFESSIONALITA’ AL PROPRIO INTERNO, ABILITATE A RICONOSCERE E SEGNALARE DIFFICOLTA’, DISAGI CHE SI NASCONDONO DIETRO A COMPORTAMENTI CHE, GLI INSEGNANTI, TROPPO SPESSO, ETICHETTANO COME: PIGRIZIA, TIMIDEZZA, SVOGLIATEZZA, LENTEZZA, SCOSTUMATEZZA…..
FINIAMOLA DI CREARE ALIBI PER NASCONDERE LA CARENTE PROFESSIONALITÁ!!!
LE MAMME E I PAPA’ OGGI SONO POCO PRESENTI (PURTROPPO BISOGNA LAVORARE, L’EVOLUZIONE SOCIALE LO IMPONE) E CHI SE NON LA SCUOLA DEVE PORSI DI FIANCO A LORO, AIUTANDOLI A DIVENIRE EDUCATORI RESPONSABILI, NEL RISPETTO DI RUOLI E COMPETENZE, DEI FUTURI CITTADINI?
IL RISPETTO DI OGNI BAMBINO, SIA CHE ABBIA DIFFICOLTÁ DI APPRENDIMENTO, CHE DEFICIT DI QUALSIASI ENTITA’ , CHE SIA “NORMO DOTATO “MA LENTO O IRRUENTE, VUOL DIRE FARE DI TUTTO E DI PIU’ PER GARANTIRE UN AMBIENTE IN CUI SI SENTA PROTETTO E CAPITO.
«AH! COME SONO PEGGIORATI NEI COMPORTAMENTI!!………NIENTE RISPETTO PER GLI ADULTI!!!……….DEMOTIVATI!!!……PIGRI!!!………INDOLENTI!!!…..
AGITATI!!!…........ESAGITATI!!!!…..INSODDISFATTI!!!!…….»
AH!LA FAMIGLIA….. AH!LA SCUOLA………. AH!LA TV……..
MA, MI CHIEDO, NOI ADULTI, TUTTI INSIEME DOVE STIAMO.?!
POVERI NOI, VITTIME DI QUESTI BAMBINI CHE CI FANNO: IRRITARE, IMPAZZIRE, DISSANGUARE ECONOMICAMENTE PERCHÉ LORO VOGLIONO, VOGLIONO, VOGLIONO…….
«LA SCUOLA NON FA NIENTE!»….«LA FAMIGLIA NON COLLABORA»…MA…«È INVADENTE»……E LA TV? …«È ONNIPRESENTE»……SOLA SI ACCENDE E SI SPEGNE, IMPRIGIONANDO LA MENTE!!!!!
EHI!!...DICO A VOI, ..SI!, A VOI GRANDI!,
MA IL CAMBIAMENTO DELLE NUOVE GENERAZIONI È DETERMINATO DA FATTORI GENETICI, DA MUTAZIONI CELLULARI…?...NOI ADULTI SIAMO VITTIME DEI NOSTRI FIGLI E DEI NOSTRI ALUNNI O, FORSE, IL LORO MODO DI ESSERE È DOVUTO AL FATTO CHE NOI S I A M O ?
E LA NOSTRA FORMAZIONE DA DOVE È SCATURITA?
FORSE, DA UNA FAMIGLIA DISORIENTATA IN RAPPORTO AI CAMBIAMENTI SOCIO-ECONOMICI, RELAZIONALI, ETICI INIZIATI DAL DOPO GUERRA ……DA UNA SCUOLA IN CONTINUA METAMORFOSI DI FUNZIONI E COMPETENZE.
I SUOI RUOLI SI SONO TRASFORMATI, EVOLUTI, AMPLIATI, COSì COME LE SCOPERTE SCIENTIFICHE NEL CAMPO DIDATTICO-PEDAGOGICO, MA LA MAGGIOR PARTE DEI DOCENTI SE NE È ACCORTA???
SPECE QUELLI CHE SONO COORDINATI DA DIRIGENTI CHE SI SENTONO ANCORA FORTEMENTE E ORGOGLIOSAMENTE “PRESIDI” (IN UN ISTITUTO COMPRENSIVO) SE NE SONO ACCORTI?
GLI ANCOR “PRESIDI” DI I.C. FORSE SI SONO ADDORMENTATI SU TEORIE PSICO PEDAGOGICHE E REALTÁ SCOLASTICHE FONDATE SU DISCONTINUITÁ FORMATIVA E FORTEMENTE SELETTIVA? SU “SCUOLA MEDIA” E “SCUOLA ELEMENTARE”, E “ASILO” ASSISTENZIALE?
EHI, PROFESSIONISTI DELL’EDUCAZIONE, LA SCUOLA SI È EVOLUTA, LE TEORIE SULL’EDUCAZIONE E L’APPRENDIMENTO SI SONO ARRICCHITE DI ESPERIENZE E SPERIMENTAZIONI ANCHE IN RAPPORTO ALLE DIMENSIONI, RESPONSABILITA, AZIONI E FINALITA’ DELL’ISTITUZIONI SCOLASTICHE.
MA CHI OPERA ALL’INTERNO SE NE È ACCORTO?
LA SCUOLA MEDIA, ELEMENTARE E’ DIVENUTA ISTITUTO COMPRENSIVO, ARRICCHENDOSI DELLA SCUOLA MATERNA.
IL CAMBIAMENTO DELLA NOMENCLATURA IN “SCUOLA DELL’INFANZIA”, “SCUOLA DEL PRIMO CICLO : PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO” NON È SEMPLICEMENTE EPISTEMOLOGICO, MA, GLI “ANCORA PRESIDI” NON SI SONO ACCORTI, CHE È SOSTANZIALE.
MENTRE LA SOCIETÁ VA VERSO UNA ESIGENZA DI DETERMINAZIONE DI RUOLI, RESPONSABILITA’, AZIONI, MANSIONI E CHIAREZZA DI OBIETTIVI, CI SONO SCUOLE DOVE ESISTE UN CAOS ASSOLUTO, DOVE, APPUNTO, I DIRIGENTI SI COMPORTANO DA PRESIDI E CHIAMANO “RAGAZZI” I BAMBINI DI 6 ANNI, E CHE, TROPPO PRESI DAL PESO DELLE PROPRIE RESPONSABILITÁ, SI AMMALANO NEI MOMENTI DELICATI, DECISIONALI DELLA PROPRIA SCUOLA.
DIRETTORI AMMINISTRATIVI, CHE SI SENTONO CARICATI DI RESPONSABILITÁ DIRIGENZIALE, MA CHE, NON AVENDO L’OPPORTUNA PREPARAZIONE PSICO PEDAGOGICA E DIDATTICA, FANNO DELLA SCUOLA SOLO SPECULAZIONE ECONOMICA, POCO TRASPARENTE E MOLTO PROFICUA PER LE TASCHE DI POCHI ELETTI CHE COPRONO E SI COPRONO A VICENDA IN PICCOLE ILLEGALITÁ, COME: L’UTILIZZARE IL PROPRIO ORARIO DI LAVORO IN MANIERA FLESSIBILE O DEDICANDOSI AD ATTIVITÁ DICHIARATE AGGIUNTIVE DURANTE IL TEMPO SCUOLA, VENENDO,COSI’, MENO ALLA LORO FUNZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA. TALI DIRETTORI, PRESIDI, PROFESSORI, FUNZIONI OBIETTIVO, MAESTRI E PERCHÉ NO, COLLABORATORI E TUTTI COLORO CHE SPALLEGGIANO, GIUSTIFICANO, POVERINI, DIMENTICANO CHE L’OBIETTIVO DELLA SCUOLA È “GARANTIRE L’EDUCAZIONE E L’ISTRUZIONE DELLE GENERAZIONI IN UN OTTICA DI RISPETTO E TUTELA VERSO GLI UTENTI CHE DIVERRANNO CITTADINI DEL FUTURO!”
GLI ISTITUTI COMPRENSIVI RAGGRUPPANO IN SÉ I TRE SEGMENTI FONDANTI LO SVILUPPO DEGLI UOMINI FUTURI.
ESSI POSSONO ARRICCHIRE O, DI CONTRO, IMPOVERIRE INTERE GENERAZIONI DI PICCOLE REALTÁ TERRITORIALI.
ESSI POSSONO DIVENIRE FORTEMENTE RESPONSABILI DI DILAGANTI FORME DI DISAGI GIOVANILI DI UN TERRITORIO.
ADULTI ASCOLTATE E RIFLETTETE!!!
LE FAMIGLIE DI OGGI SONO FAMIGLIE CHE HANNO BISOGNO DI ESSERE AFFIANCATE NEL LORO COMPITO DI EDUCATORI E NON GIUDICATE DAI PROFESSIONISTI DELL’EDUCAZIONE!!!
NON C’È SCUOLA O ENTE FORMATIVO DOVE SI STUDIA PER DIVENTARE PAPÁ O MAMMA. INVECE C’È TUTTO UN MONDO SCIENTIFICO CHE RICERCA, OPERA INTORNO A DIRIGENTI, MAESTRI, PROFESSORI CHE DEVONO AVERE IL DOVERE DI PERSEGUIRE UNA FORMAZIONE PERMANENTE.
LA GESTIONE DELL’ECONOMIA DI UNA SCUOLA DOVREVBBE ESSERE CONDIVISA DALLA COMUNITÁ IN CUI OPERA E, QUINDI, CI DOVREBBE ESSERE LA PIU’ AMPIA TRASPARENZA E INFORMAZIONE.
LA COMUNITA’ INTERA DOVREBBE INTERVENITE AFFINCHÈ, FONDI DI ISTITUTO, PROGETTI FINANZIATI, VENGANO UTILIZZATI E TENGANO PRESENTI, I REALI BISOGNI DEL PAESE ED, IN PRIMIS, DEI BAMBINI DI QUEL PAESE.
L’ISTITUZIONE SCOLASTICA, INSIEME A QUELLA AMMINISTRATIVA, CON LA PARROCCHIA E LE ALTRE ASSOCIAZIONI, DOVREBBERO FAR FORZA COMUNE PER IMPARARE AD AFFIANCARE LE FAMIGLIE NELL’EDUCAZIONE DEI BAMBINI E, LORO STESSI ASSUMERSI RESPONSABILIÁ DI TUTELA E SVILUPPO PER L’INFANZIA.
LA SCUOLA DOVREBBE ATTIVARSI PER FORMARE PROFESSIONALITA’ AL PROPRIO INTERNO, ABILITATE A RICONOSCERE E SEGNALARE DIFFICOLTA’, DISAGI CHE SI NASCONDONO DIETRO A COMPORTAMENTI CHE, GLI INSEGNANTI, TROPPO SPESSO, ETICHETTANO COME: PIGRIZIA, TIMIDEZZA, SVOGLIATEZZA, LENTEZZA, SCOSTUMATEZZA…..
FINIAMOLA DI CREARE ALIBI PER NASCONDERE LA CARENTE PROFESSIONALITÁ!!!
LE MAMME E I PAPA’ OGGI SONO POCO PRESENTI (PURTROPPO BISOGNA LAVORARE, L’EVOLUZIONE SOCIALE LO IMPONE) E CHI SE NON LA SCUOLA DEVE PORSI DI FIANCO A LORO, AIUTANDOLI A DIVENIRE EDUCATORI RESPONSABILI, NEL RISPETTO DI RUOLI E COMPETENZE, DEI FUTURI CITTADINI?
IL RISPETTO DI OGNI BAMBINO, SIA CHE ABBIA DIFFICOLTÁ DI APPRENDIMENTO, CHE DEFICIT DI QUALSIASI ENTITA’ , CHE SIA “NORMO DOTATO “MA LENTO O IRRUENTE, VUOL DIRE FARE DI TUTTO E DI PIU’ PER GARANTIRE UN AMBIENTE IN CUI SI SENTA PROTETTO E CAPITO.
SIAMO O NON SIAMO NEL PARADOSSALE!!!!!!
Cosa quotidianamente rimandiamo alle nuove generazioni!!!!
Vale più la parola di un BOSS mafioso o quello che dice uno, che BOSS non vuole esserlo più???
Un ricattatore, estorsore, speculatore, parassita della privacy altrui ...è lui che "si vergogna di essere italiano e..non si sente garantito dalla legge italiana" o
SONO IO CHE MI VERGOGNO DI AVERE LUI COME CONNAZIONALE???
Siamo o non siamo nel paradossale!!!!
Chi ha in mano le nostre leggi, i nostri soldi, il futuro socio-culturale, economico dei nostri figli, alunni, nipoti...sguazza tra droghe, prostitute,camorristi, mafiosi, spacciatori,.... si fa vanto di" essere stato scagionato da un BOSS... dalle accuse di un PENTITO."
Stiamo nella follia più pura, e... non ci indigniamo,... aspettiamo....
Questa sera ho sentito ricordare le parole di Kennedy:" non è tanto quello che il tuo paese può fare per te, ma quello che che tu puoi fare per il tuo paese!!!".
Da troppo stiamo andando nel baratro....i nostri giovani scappano per rintanarsi in situazioni alienanti quali le droghe, l'alcol, il rischio, la depressione, l'anoressia, la violenza verso se stessi e/o verso gli altri, l'omologazione......Sembra quasi che non si può fare nulla rispetto gli eventi, gli stimoli e i modelli negativi che ci circondano , che anzi troppo spesso, prima noi adulti condividiamo, assecondiamo.
Io penso che dovremmo fare noi , nel nostro piccolo, nelle nostre realtà familiari, lavorative, i conti con noi stessi...guardarci nel profondo del nostro "essere " e decidere se sposare L'ONESTA', LA RESPONSABILITA', IL RISPETTO,oppure decidere diversamente.
Il rispetto, l'onestà e la responsabilità devono , prima di tutto, essere rivolti verso noi stessi.
La scelta, di sposare questi tre modi di vivere, non può avvenire una volta per tutto.
Quotidianamente, dovremmo autoverificarci. Come?,... chiedendoci i "PERCHE'" delle nostre azioni..il PERCHE' le compiamo, quale ricaduta possono avere nell'immediato, nel futuro.
Forse solo agendo in questa ottica favoriremo nelle generazioni, il senso dell' esistenza,contribuiremo all'acquisizione di strumenti che possano qualificare la vita, dare la giusta dimensione del vivere umano, che è finito!
Ognuno di noi, nel proprio limite di essere mortale, dovrebbe essere felice di contribuire al perpetuarsi delle generazioni future, avvertendo la responsabilità della qualità esistenziale di chi, dopo di noi, resta!
Se " perpetuo poco rispetto, irresponsabilità, disonestà, prima o poi mi si ritorceranno contro, atteggiamenti simili, da altri.... se, non li subisco,direttamente, qulcuno dei posteri, che comunque, ho contribuito a far esistere, può subirli. Quei posteri, che fanno di me, attraverso la loro esistenza, immortale...I conti tornano sempre ,prima o poi.
Ma, mi chiedo, il "grande potente italiano", è una persona che oggi campa bene?
Si sente accusato, chi lo ha amato se ne allontana, è circondato da gente che lo usa, è deriso dall'Europa intera e non se ne accorge...ma noi sì...è cansonato , e di ciò se ne fa grande cruccio,( tanto che giorno e notte cerca il modo di vendicarsi),sta comunque invecchiando nonostante le ristrutturazione, che a differenza dei monumenti che comunque restano lì per tempi lunghisssssimi, lui , comunque prima o poi muore e,certo, soffrirà, molto più di altri, nel distacco, visto che tra intrallazzi vari, pensa sempre, prima di tutto al sè!!!
Riflettiamo allora,....puntiamo a lasciare impronte di qualità ai nostri figli, alunni, nipoti, segni che li facciano vivere SERENI, che possano, a loro volta, trasmettere serenità ,ai loro figli e così via.. fino a che la terra, l'universo lo permetterà...
Impariamo ad essere genitori, insegnanti COMPETENTI, PROFESSIONISTI, ALTRUISTI!!!!
Penso anche, però, che non si può essere genitori autodidatta...che essere genitore è un compito arduo, deve divenire una vera e propria professione....E come tutte le professioni, ha bisogno di formazione, ma anche di dedizione e di AMORE vero, profondo, serio ....
Come dice una persona che stimo profondamente...la professione di genitore deve essere intrisa di un "AMORE RESPONDABILE".
Ma per formare generazioni serene, gioiose di vivere, c'è bisogno dell'apporto di tutti gli adulti, non solo dei genitori. I genitori hanno bisogno di essere affiancati, non giudicati ( ho notato che chi giudica nel suo piccolo nasconde i suoi fallimenti)...
Tutti coloro , che per ragioni varie hanno a che fare con bambini, devono accrescere professionalità e responsabilità....
A tappeto, nelle scuola, iniziando dalla scuola dell'infanzia, al momento dell'iscrizione, i genitori dovrebbero impegnarsi a frequentare, insieme ai docenti, agli ausiliari, gruppi di auto aiuto, organizzati dalla scuola stessa, con l'ausilio di operatori aggiornati nel campo socio familiare e pedagogico.
Attraverso gli altri, specchiandosi in loro, si possono riconoscere errori o pregi, ascoltando critiche, si può migliorare. Solo condividendo perplessità come genitori,come insegnanti o quanto altro,si può autoverificarsi e apportare aggiustamenti, rinforzare il positivo e divenire consapevoli del negativo....
Bhe! Penso che , al di là delle azioni importanti e fondamentali di percorsi di aiuto ai ragazzi che si trovano in difficoltà, sarebbe opportuno progettare dei seri percorsi educativi per noi adulti che siamo, e per chi sarà, educatori delle future generazioni... non aspettiamo che si entri in un disagio per affrontarlo..(quando , ssi ha il coraggioldi affrontarlo!
....Possiamo prevenire disagi solo se trasmettiamo alle generazioni AMORE per se stessi, un sano egoismo fondato sul VOLERSI BENE in prima persona.
Ciò, e mi piace ripetermi, può avvenire solo se rimando, attraverso in mio modo di fare ,e non solo a parole,: ONESTA', RESPONSABILITA' E RISPETTO!!!
Vale più la parola di un BOSS mafioso o quello che dice uno, che BOSS non vuole esserlo più???
Un ricattatore, estorsore, speculatore, parassita della privacy altrui ...è lui che "si vergogna di essere italiano e..non si sente garantito dalla legge italiana" o
SONO IO CHE MI VERGOGNO DI AVERE LUI COME CONNAZIONALE???
Siamo o non siamo nel paradossale!!!!
Chi ha in mano le nostre leggi, i nostri soldi, il futuro socio-culturale, economico dei nostri figli, alunni, nipoti...sguazza tra droghe, prostitute,camorristi, mafiosi, spacciatori,.... si fa vanto di" essere stato scagionato da un BOSS... dalle accuse di un PENTITO."
Stiamo nella follia più pura, e... non ci indigniamo,... aspettiamo....
Questa sera ho sentito ricordare le parole di Kennedy:" non è tanto quello che il tuo paese può fare per te, ma quello che che tu puoi fare per il tuo paese!!!".
Da troppo stiamo andando nel baratro....i nostri giovani scappano per rintanarsi in situazioni alienanti quali le droghe, l'alcol, il rischio, la depressione, l'anoressia, la violenza verso se stessi e/o verso gli altri, l'omologazione......Sembra quasi che non si può fare nulla rispetto gli eventi, gli stimoli e i modelli negativi che ci circondano , che anzi troppo spesso, prima noi adulti condividiamo, assecondiamo.
Io penso che dovremmo fare noi , nel nostro piccolo, nelle nostre realtà familiari, lavorative, i conti con noi stessi...guardarci nel profondo del nostro "essere " e decidere se sposare L'ONESTA', LA RESPONSABILITA', IL RISPETTO,oppure decidere diversamente.
Il rispetto, l'onestà e la responsabilità devono , prima di tutto, essere rivolti verso noi stessi.
La scelta, di sposare questi tre modi di vivere, non può avvenire una volta per tutto.
Quotidianamente, dovremmo autoverificarci. Come?,... chiedendoci i "PERCHE'" delle nostre azioni..il PERCHE' le compiamo, quale ricaduta possono avere nell'immediato, nel futuro.
Forse solo agendo in questa ottica favoriremo nelle generazioni, il senso dell' esistenza,contribuiremo all'acquisizione di strumenti che possano qualificare la vita, dare la giusta dimensione del vivere umano, che è finito!
Ognuno di noi, nel proprio limite di essere mortale, dovrebbe essere felice di contribuire al perpetuarsi delle generazioni future, avvertendo la responsabilità della qualità esistenziale di chi, dopo di noi, resta!
Se " perpetuo poco rispetto, irresponsabilità, disonestà, prima o poi mi si ritorceranno contro, atteggiamenti simili, da altri.... se, non li subisco,direttamente, qulcuno dei posteri, che comunque, ho contribuito a far esistere, può subirli. Quei posteri, che fanno di me, attraverso la loro esistenza, immortale...I conti tornano sempre ,prima o poi.
Ma, mi chiedo, il "grande potente italiano", è una persona che oggi campa bene?
Si sente accusato, chi lo ha amato se ne allontana, è circondato da gente che lo usa, è deriso dall'Europa intera e non se ne accorge...ma noi sì...è cansonato , e di ciò se ne fa grande cruccio,( tanto che giorno e notte cerca il modo di vendicarsi),sta comunque invecchiando nonostante le ristrutturazione, che a differenza dei monumenti che comunque restano lì per tempi lunghisssssimi, lui , comunque prima o poi muore e,certo, soffrirà, molto più di altri, nel distacco, visto che tra intrallazzi vari, pensa sempre, prima di tutto al sè!!!
Riflettiamo allora,....puntiamo a lasciare impronte di qualità ai nostri figli, alunni, nipoti, segni che li facciano vivere SERENI, che possano, a loro volta, trasmettere serenità ,ai loro figli e così via.. fino a che la terra, l'universo lo permetterà...
Impariamo ad essere genitori, insegnanti COMPETENTI, PROFESSIONISTI, ALTRUISTI!!!!
Penso anche, però, che non si può essere genitori autodidatta...che essere genitore è un compito arduo, deve divenire una vera e propria professione....E come tutte le professioni, ha bisogno di formazione, ma anche di dedizione e di AMORE vero, profondo, serio ....
Come dice una persona che stimo profondamente...la professione di genitore deve essere intrisa di un "AMORE RESPONDABILE".
Ma per formare generazioni serene, gioiose di vivere, c'è bisogno dell'apporto di tutti gli adulti, non solo dei genitori. I genitori hanno bisogno di essere affiancati, non giudicati ( ho notato che chi giudica nel suo piccolo nasconde i suoi fallimenti)...
Tutti coloro , che per ragioni varie hanno a che fare con bambini, devono accrescere professionalità e responsabilità....
A tappeto, nelle scuola, iniziando dalla scuola dell'infanzia, al momento dell'iscrizione, i genitori dovrebbero impegnarsi a frequentare, insieme ai docenti, agli ausiliari, gruppi di auto aiuto, organizzati dalla scuola stessa, con l'ausilio di operatori aggiornati nel campo socio familiare e pedagogico.
Attraverso gli altri, specchiandosi in loro, si possono riconoscere errori o pregi, ascoltando critiche, si può migliorare. Solo condividendo perplessità come genitori,come insegnanti o quanto altro,si può autoverificarsi e apportare aggiustamenti, rinforzare il positivo e divenire consapevoli del negativo....
Bhe! Penso che , al di là delle azioni importanti e fondamentali di percorsi di aiuto ai ragazzi che si trovano in difficoltà, sarebbe opportuno progettare dei seri percorsi educativi per noi adulti che siamo, e per chi sarà, educatori delle future generazioni... non aspettiamo che si entri in un disagio per affrontarlo..(quando , ssi ha il coraggioldi affrontarlo!
....Possiamo prevenire disagi solo se trasmettiamo alle generazioni AMORE per se stessi, un sano egoismo fondato sul VOLERSI BENE in prima persona.
Ciò, e mi piace ripetermi, può avvenire solo se rimando, attraverso in mio modo di fare ,e non solo a parole,: ONESTA', RESPONSABILITA' E RISPETTO!!!
lunedì 7 dicembre 2009
NEL REGNO DI NATALE
NEL REGNO DI NATALE
La vigilia, in dicembre
Elfi, fate, gnomi e nani,
Come sempre e poi per sempre,
Costruiscono giocattoli per i cuccioli di umani.
Lì, nel regno di Natale
In quel giorno ovunque è festa!
Danze, canti, gran risate,
Mentre Babbo fa la lista
Dei balocchi da portare
Ai bambini di ogni parte…..
Camion, bambole da vestire…
…Scrive incarta e fa da parte.
Ma ad un tratto, da lontano
Vede piano avvicinarsi,
Triste e sconsolato un nano
Che non sembra divertirsi:
-Dimmi cosa ti è successo,
Mio simpatico aiutante,
Niente è poi così complesso
Niente è poi così importante!-
-Caro Babbo, forse è vero
Ogni cosa ha soluzione,
Ma se devo esser sincero
Sono un poco in apprensione….
….L’altro giorno, giù nel bosco
Passeggiavo tra i cespugli
Quando, a un tratto, inciampo e casco
Sopra un cumulo di fogli!
Mi rialzo un po’ intontito,
Mi strofino bene gli occhi,
Guardo i fogli incuriosito
E leggo liste di balocchi….
Qualche bimbo li ha perduti!!
E ho pensato di portarli,
Piano, poi, li ho costruiti…
Voglio, al bimbo, regalarli!!!
Ma su un foglio, al primo posto,
Scritto grande in evidenza,
Quel bambino aveva chiesto:
-“PACE” e basta alla violenza!-
C’ho provato e riprovato
A fabbricare questo dono,
Ma non sono mai riuscito….
Chiedo a te,… dammi una mano….
Ti capisco, dolce amico!
C’ho provato anch’io in passato!!!
Questo, è l’unico tra i giochi,
Che non ho mai regalato!
Non perché non lo voglia fare,
Ma perché non son capace!
Solo i grandi posson dare
A tutti i “ bimbi “ PACE
Noi portiamo l’allegria,
Nella notte di Natale,
Ma nel resto della via…
…Tocca all’uomo camminare!!!!
(IVAN BARBIERI)
La vigilia, in dicembre
Elfi, fate, gnomi e nani,
Come sempre e poi per sempre,
Costruiscono giocattoli per i cuccioli di umani.
Lì, nel regno di Natale
In quel giorno ovunque è festa!
Danze, canti, gran risate,
Mentre Babbo fa la lista
Dei balocchi da portare
Ai bambini di ogni parte…..
Camion, bambole da vestire…
…Scrive incarta e fa da parte.
Ma ad un tratto, da lontano
Vede piano avvicinarsi,
Triste e sconsolato un nano
Che non sembra divertirsi:
-Dimmi cosa ti è successo,
Mio simpatico aiutante,
Niente è poi così complesso
Niente è poi così importante!-
-Caro Babbo, forse è vero
Ogni cosa ha soluzione,
Ma se devo esser sincero
Sono un poco in apprensione….
….L’altro giorno, giù nel bosco
Passeggiavo tra i cespugli
Quando, a un tratto, inciampo e casco
Sopra un cumulo di fogli!
Mi rialzo un po’ intontito,
Mi strofino bene gli occhi,
Guardo i fogli incuriosito
E leggo liste di balocchi….
Qualche bimbo li ha perduti!!
E ho pensato di portarli,
Piano, poi, li ho costruiti…
Voglio, al bimbo, regalarli!!!
Ma su un foglio, al primo posto,
Scritto grande in evidenza,
Quel bambino aveva chiesto:
-“PACE” e basta alla violenza!-
C’ho provato e riprovato
A fabbricare questo dono,
Ma non sono mai riuscito….
Chiedo a te,… dammi una mano….
Ti capisco, dolce amico!
C’ho provato anch’io in passato!!!
Questo, è l’unico tra i giochi,
Che non ho mai regalato!
Non perché non lo voglia fare,
Ma perché non son capace!
Solo i grandi posson dare
A tutti i “ bimbi “ PACE
Noi portiamo l’allegria,
Nella notte di Natale,
Ma nel resto della via…
…Tocca all’uomo camminare!!!!
(IVAN BARBIERI)
domenica 6 dicembre 2009
SIAMO ANCORA A QUESTO PUNTO....
SIAMO ANCORA A QUESTO PUNTO……..
(anno scolastico 2007-2008)
HO LA SENSAZIONE CHE NELLA MIA SCUOLA LA VALUTAZIONE, ANCOR PIU’, QUELLA CON IL VOTO, VIENE USATA ANCORA PER PUNIRE E/O PREMIARE.
…"AIVOGLIA" CHE SI PARLI CHE DEVE SERVIRE PER VALUTARE I PROGRESSI, AGGIUSTARE STRATEGIE, CORREGGERE I TEMPI IN RAPPORTO A QUELLI DELL’ALUNNO, OSSERVARE DIFFICOLTA’ RELAZIONALI, COGNITIVE O DI APPRENDIMENTO….E quantoALTRO.
( DURANTE IL COLLEGIO,POI, LE COLLEGHE FACEVANO A GARA PER SAPERE SE POTEVANO VERAMENTE UTILIZZARE IL 5 IN CONDOTTA….FINALMENTE ,GRAZIE ALLA GELMINI…… E’ GIUNTO IL TEMPO DELLA VENDETTA!!!!)
PURTROPPO ALCUNI INSEGNANTI TRASMETTONO CIO’ AI GENITORI E QUINDI ANCHE ESSI NON SI VIVONO LA VALUTAZIONE COME INDAGINE E AUTOVERIFICA.
IL NUMERO, CHE IL FIGLIO PRENDE, E’ VISSUTO COME FALLIMENO O ORGOGLIO.
GLI STESSI BAMBINI PENSANO DI ESSERE SUPERIORI O INFERIORI AD ALTRI RISPETTO AL NUMERO, ALLA CLASSIFICA CHE VIENE DATA IN CLASSE, VISTO CHE SI STABILISCE LO START E L’ARRIVO UGUALE PER TUTTI, AL DI LA’ DELLE SPECIFICITA’ E DEI TEMPI DI OGNUNO!
IN QUESTA OTTICA E’ MOLTO DIFFICILE CHE UN BAMBINO, CHE INIZIA AD AVERE UNA SERIE DI VOTI BASSI, POSSA RAGGIUNGERE UNO CHE INVECE CLASSIFICA SEMPRE 10.
MOLTO SPESSO IL VOTO, VISSUTO IN QUESTA OTTICA, DEMOTIVA PIU’ CHE STIMOLARE L’IMPEGNO E L’INTERESSE.
L’OBIETTIVO DEL PERCORSO DI APPRENDIMENTO DIVIENE, COSI’, IL VOTO, NON LA CRESCITA PERSONALE.
(anno scolastico 2007-2008)
HO LA SENSAZIONE CHE NELLA MIA SCUOLA LA VALUTAZIONE, ANCOR PIU’, QUELLA CON IL VOTO, VIENE USATA ANCORA PER PUNIRE E/O PREMIARE.
…"AIVOGLIA" CHE SI PARLI CHE DEVE SERVIRE PER VALUTARE I PROGRESSI, AGGIUSTARE STRATEGIE, CORREGGERE I TEMPI IN RAPPORTO A QUELLI DELL’ALUNNO, OSSERVARE DIFFICOLTA’ RELAZIONALI, COGNITIVE O DI APPRENDIMENTO….E quantoALTRO.
( DURANTE IL COLLEGIO,POI, LE COLLEGHE FACEVANO A GARA PER SAPERE SE POTEVANO VERAMENTE UTILIZZARE IL 5 IN CONDOTTA….FINALMENTE ,GRAZIE ALLA GELMINI…… E’ GIUNTO IL TEMPO DELLA VENDETTA!!!!)
PURTROPPO ALCUNI INSEGNANTI TRASMETTONO CIO’ AI GENITORI E QUINDI ANCHE ESSI NON SI VIVONO LA VALUTAZIONE COME INDAGINE E AUTOVERIFICA.
IL NUMERO, CHE IL FIGLIO PRENDE, E’ VISSUTO COME FALLIMENO O ORGOGLIO.
GLI STESSI BAMBINI PENSANO DI ESSERE SUPERIORI O INFERIORI AD ALTRI RISPETTO AL NUMERO, ALLA CLASSIFICA CHE VIENE DATA IN CLASSE, VISTO CHE SI STABILISCE LO START E L’ARRIVO UGUALE PER TUTTI, AL DI LA’ DELLE SPECIFICITA’ E DEI TEMPI DI OGNUNO!
IN QUESTA OTTICA E’ MOLTO DIFFICILE CHE UN BAMBINO, CHE INIZIA AD AVERE UNA SERIE DI VOTI BASSI, POSSA RAGGIUNGERE UNO CHE INVECE CLASSIFICA SEMPRE 10.
MOLTO SPESSO IL VOTO, VISSUTO IN QUESTA OTTICA, DEMOTIVA PIU’ CHE STIMOLARE L’IMPEGNO E L’INTERESSE.
L’OBIETTIVO DEL PERCORSO DI APPRENDIMENTO DIVIENE, COSI’, IL VOTO, NON LA CRESCITA PERSONALE.
MI SI RIZZANO I CAPELLI!!!!!!!!!!!
A.S.2008/2009
MI SI RIZZANO I CAPELLI!!!!!!
SBAGLIARE CON UN BAMBINO? NON C’E’ GIUSTIFICAZIONE CHE TENGA!.
CI DEVE ESSERE UNA PRESA DI RESPONSABILITA’, una presa di coscienza dell’errore DA PARTE DELL’ADULTO, un’analisi di esso e un conseguente aggiustamento del proprio comportamento.
NELL’ERRORE NON VI E’ COLPA SE CIO’ CHE SI FA, LO SI FA IN BUONA FEDE, MA NON PUO’ ESISTERE ALIBI, NE’ GIUSTIFICAZIONE, NE’ UN RIMANDOAD ALTRO O AD ALTRI CIRCA LA RICERCA DI RESPONSABILITA’ ! ……..INSOMMA, BISOGNA FERMARSI, E, CON ONESTA’, VEDERE LA PROPRIA RESPONSABILITA’, FARE UNA SERIA, GIUSTA ANALISI PER EVITARLO IN UN FUTURO!!!!!!
LA MIA DENUNCIA VA ALLE COLLEGHE, ALLA POCA O ASSOLUTA ASSENZA DI DELICATEZZA, SENSIBILITA’ E AMORE VERSO A., DI QUANDO E’ STATO PORTATO NEL BAGNO ED E’ STATA LASCIATA LA PORTA SOCCHIUSA.
IL FATTO L’HO RIFERITO AL GRUPPO IN SEDE DI PROGRAMMAZIONE E ALLA MIA SOCIALIZZAZIONE DI QUANTO AVEVO VISTO,…. MI ASPETTAVO UNA RISPOSTA DIVERSA,… UN DISPIACERSI DELL’ACCADUTO , CHE ,A DETTA LORO, NON E’ DI ROUTIN : “IL BAGNO VIENE SEMPRE CHIUSO,” …MA QUEL …..” SAI DELLE VOLTE……PUO’ SUCCEDERE” ….. MA QUALI” DELLE VOLTE!!!!!”…
IL BAMBINO NON E’ STATO RISPETTATO, NON E’ STATO PROTETTO, NON C’E’ RAGIONE CHE TENGA….MI ASPETTAVO UNA PRESA DI RESPONSABILITA’, UNA RIFLESSIONE COLLEGIALE PER TROVARE UNA SOLUZIONE affinché CIO’ NON SI VERIFICHI PIU’,…….. E ANCHE ,UN MODO PSICO- PEDAGOGICO, DA PROFESSIONISTE …….PER RIMANDARE AD A. SCUSE DELLA SUPERFICIALITA’ DI NOI ADULTI!!!!!!
A. è un magnifico ed intelligente alunno di 5° classe portatore di handicap!!!
MI SI RIZZANO I CAPELLI!!!!!!
SBAGLIARE CON UN BAMBINO? NON C’E’ GIUSTIFICAZIONE CHE TENGA!.
CI DEVE ESSERE UNA PRESA DI RESPONSABILITA’, una presa di coscienza dell’errore DA PARTE DELL’ADULTO, un’analisi di esso e un conseguente aggiustamento del proprio comportamento.
NELL’ERRORE NON VI E’ COLPA SE CIO’ CHE SI FA, LO SI FA IN BUONA FEDE, MA NON PUO’ ESISTERE ALIBI, NE’ GIUSTIFICAZIONE, NE’ UN RIMANDOAD ALTRO O AD ALTRI CIRCA LA RICERCA DI RESPONSABILITA’ ! ……..INSOMMA, BISOGNA FERMARSI, E, CON ONESTA’, VEDERE LA PROPRIA RESPONSABILITA’, FARE UNA SERIA, GIUSTA ANALISI PER EVITARLO IN UN FUTURO!!!!!!
LA MIA DENUNCIA VA ALLE COLLEGHE, ALLA POCA O ASSOLUTA ASSENZA DI DELICATEZZA, SENSIBILITA’ E AMORE VERSO A., DI QUANDO E’ STATO PORTATO NEL BAGNO ED E’ STATA LASCIATA LA PORTA SOCCHIUSA.
IL FATTO L’HO RIFERITO AL GRUPPO IN SEDE DI PROGRAMMAZIONE E ALLA MIA SOCIALIZZAZIONE DI QUANTO AVEVO VISTO,…. MI ASPETTAVO UNA RISPOSTA DIVERSA,… UN DISPIACERSI DELL’ACCADUTO , CHE ,A DETTA LORO, NON E’ DI ROUTIN : “IL BAGNO VIENE SEMPRE CHIUSO,” …MA QUEL …..” SAI DELLE VOLTE……PUO’ SUCCEDERE” ….. MA QUALI” DELLE VOLTE!!!!!”…
IL BAMBINO NON E’ STATO RISPETTATO, NON E’ STATO PROTETTO, NON C’E’ RAGIONE CHE TENGA….MI ASPETTAVO UNA PRESA DI RESPONSABILITA’, UNA RIFLESSIONE COLLEGIALE PER TROVARE UNA SOLUZIONE affinché CIO’ NON SI VERIFICHI PIU’,…….. E ANCHE ,UN MODO PSICO- PEDAGOGICO, DA PROFESSIONISTE …….PER RIMANDARE AD A. SCUSE DELLA SUPERFICIALITA’ DI NOI ADULTI!!!!!!
A. è un magnifico ed intelligente alunno di 5° classe portatore di handicap!!!
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